Shrine, La strada dimenticata

Shrine v245

Nuovo appuntamento per “Oltre il sipario”, la non-rassegna organizzata dall’Officina Teatrale – Teatro dell’Accorgersi per la direzione artistica di Pino Casolaro.
Sabato 8 aprile, dalle ore 19,30, l’Officina Teatrale di Via Campanile a Foggia si apre nuovamente al pubblico ospitando il duo Semiosphera con la proiezione di Shrine v2.4.5, video di sperimentazione d’arte ibrida.
Ricevuto il Premio Abbado dal MIUR nel 2015, il lavoro video ha partecipato a rassegne ed eventi nei College e nelle Università degli States (al Tahoe Underground del Sierra Nevada College, al Surfaces 2.0 della UCF School of Visual Arts and Design di Orlando, al Seminole di Sanford, in Florida) nel Regno Unito (Swansea Film dell’Università Trinity Saint David, in Galles), Messico, al Museo José Guadalupe Posada di Aguascalientes, in Francia, all’Interludes di Bordeaux, in Serbia con lo Sh0rtz dell’Universita di Novi Sad e, recentemente al Conservatorio Duni per il MAtera INtermedia, selezionato dalla commissione internazionale che vedeva la presenza di Ludger Brümmer, Leigh Landy, Wayne Siegel.
“Intermedia, sinestesia, archeologia dei nuovi media. Shrine esplora le aree grigie dell’esperienza — dice Mocerino memore dei suoi trascorsi di musicista della scena elettronica degli anni novanta — riscoprendo la seconda vita di mezzi di produzione finiti nel dimenticatoio.” La pubblicazione con il GAL Daunofantino “Archeologia Industriale Rurale e percorsi di riqualificazione in area daunofantina” ha portato il duo Semiosphera tra recinti e siti industriali dismessi, sul percorso della teleferica Manfredonia-Bosco Quarto, messa frettolosamente in piedi nel 1915 e smantellata nel 1924, con un esercizio di scrittura al montaggio del corto che ripercorre i mille rivoli della storia minore e della letteratura non-lineare. “Rivisitando l’immaginario dei fratelli Strugatsky — a parlare è Giuliani — il montaggio alternato di Shrine con le pratiche multischermo richiama immaginari generativi. Come un testo di Artaud, gli elementi sono semplici: l’ambiente come System Integrator, pochi personaggi, cruda azione. In un mondo videosorvegliato, l’assenza di prospettiva di un sottobosco parla il linguaggio di antiche epifanie. Al pari di un agnello, la tuta bianca rende il superstite un concept sacrificale in un mondo di interazioni proteina-su-proteina.” Il risultato è un processo caotico e vitale.

Sugli autori

Francesca Giuliani e Lino Mocerino

Cultori della Materia in Accademia di Belle Arti di Foggia, Lino Mocerino e Francesca Giuliani sono affascinati dalle installazioni e dalle arti performative. Oltre alla pubblicazione con il GAL Daunofantino Archeologia Industriale Rurale e percorsi di riqualificazione in area daunofantina, hanno fotografie pubblicate negli States sulla rivista Battered Suitcase con la Vagabondage Press e collaborazioni oltre confine come “Pivilion: ~ co-op ~” al Museo delle Belle Arti di Osijek, in Croazia. Partecipano a workshop e iniziative di promozione del territorio con pubblicazioni come “Daunia Land Art, storie di attraversamenti”, edito da Claudio Grenzi. Se il passato da progettista d’interfacce grafiche presso l’Area Science Park di Trieste porta Mocerino a indugiare nelle letture di filosofia della scienza, Francesca Giuliani si lascia irretire dalla danza orientale e dalle arti perfomative. Insieme passano spesso il sabato sera a riesumare attrezzature obsolete. Il loro percorso è “un libro mai finito”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Nel caso di affluenza superiore ai posti disponibili, sarà prevista una replica alle ore 20,45.

Per informazioni si può telefonare al 338 3867660 o ci si può recare presso l’Officina Teatrale in Via Campanile, 5 a Foggia, nel centro storico della città.

Altre info:
www.facebook.com/officinateatrale1
www.facebook.com/semioSpheraProject

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